mercoledì 15 aprile 2009

Decoro con fiori blu


I oggetti che vedete sulla foto sono stati esposti con successo, alla mia mostra personale a S. Giorgio A Cremano (Napoli) alla galleria “Canova” - proprio di fronte al Centro Teatro Spazio che fu il primo laboratorio cabarettistico e teatrale dell’attore Troisi. Il decoro è sviluppato e creato da me, presenta degli eleganti e semplici fiori blu in fantasia. E adatto per tutte le occasioni e ambienti. E' perfetto anche per un servizio da tavola. Naturalmente i colori che uso sono senza piombo, atossici e quindi si possono utilizzare per i servizi da tavola. Osservate come è bello e brillante questo decoro sviluppato sulla base di lampade con il capello bianco. Per addolcire il profondo blu ho aggiunto un chiaro verde delle foglie, azzurro e giallo arancione nei cuori dei fiori. Le lampade cosi danno un tocco di classe ad una camera da letto classica, in stile arte povera, come anche moderna con una parete a sfumature blu e il letto bianco.
Se state pensando di dipingere un oggetto di ceramica da soli, troverete interessanti anche questi articoli:
Ho accumulato una grande quantità di spolveri di disegni classici tipici di Deruta che si adattano ad ogni oggetto di ceramica. Sono in grado di eseguire ogni vostra richiesta anche con i decori da voi personalizzati. Posso fare qualsiasi disegno da voi ordinato sul qualsiasi oggetto. Se volete avere altre informazioni, suggerimenti o consigli contattatemi.

mercoledì 8 aprile 2009

Le uova di Pasqua anche in ceramica

L'uovo rappresenta la Pasqua in tutte le sue forme: commestibili come di cioccolato o zucchero, e artistiche come quelle di ceramica o altri materiali. Le uova hanno sempre rivestito il simbolo della vita in se', del mistero, della sacralita'. Secondo culti pagani, il Cielo e la Terra erano due meta dello stesso uovo; Greci, Cinesi e Persiani scambiavano uova come dono per le feste Primaverili; gli Egizi vi identificavano il fulcro dei 4 elementi dell' universo; gli Israeliti donavano uova ai amici per i compleanni. Gli antichi romani dicevano: "Omne vivum ex ovo"(Ogni essere vivente deriva dall'uovo).

Le uova erano viste come simbolo di fertilita' e dotate di poteri speciali: interrate sotto casa per tenere lontano il male, portate in grembo delle madri per sapere il sesso dei figli e calpestate dalle spose prima di entrare nella nuova dimora. Con l'avvento del Cristianesimo divennero simbolo della Resurrezione di Cristo, della rinascita dell'uomo stesso. Si narra che Maria Maddalena si presento' all'imperatore Tiberio per regalarli un uovo dal guscio rosso, testimonianza della Resurrezione di Gesù e che Maria madre di Cristo, porto' in omaggio a Ponzio Pilato un cestino pieno di uova per implorare la liberazione di suo Figlio.

Oggi troviamo in molte tradizioni l'uso delle uova per celebrare la Pasqua:

-In Germania si nascondono uova colorate nel giardino o in casa e si invitano i bimbi a cercarle, dicendo che hanno lasciate i leprotti.

-Anche in Francia si nascondono uova dipinte e si narra ai bambini che sono state lasciate dalle campane volate a Roma la notte di Venerdì Santo.

-Nei paesi Scandinavi e' tradizione fare giochi con uova sode; andare in chiesa con un uovo aiuta a smascherare le streghe; mentre un uovo, lasciato nel campo arato aiuta ad avere un abbondante raccolto.

-Gli ortodossi celebrano la ricorrenza dei morti il venerdì dopo Pasqua. Colorano le uova di rosso per metterle sulle tombe, come augurio di felice vita ultraterrena per i cari sepolti. Questa tradizione e' legata ad una leggenda che narra di Maria, abituata a far divertire Gesu' Bambino con delle uova colorate: il giorno di Pasqua tornata sul sepolcro, lo trova aperto e sul ciglio scorge delle uova rosse

-In Polonia invece I bambini dipingono il Sabato Santo le uova sode come il simbolo di buon auspicio e fertilita', poi le portano con altro cibo nei cestini ben addobbati in chiesa a benedirli. La domenica di Pasqua questo cibo viene diviso e consumato a pranzo da tutti i famigliari. Il lunedi di Pasquetta i giovani, secondo un antico rito di fertilità, spruzzano le ragazze con l'acqua di sorgente.
Buona Pasqua con un pensiero per le vittime del terremoto in Abruzzo.

venerdì 3 aprile 2009

Raku

Vuol dire "godimento della libertà". E un antica tecnica di origine giapponese con la quale vengono foggiati oggetti unici, una forma espressiva ricca di personalità e coinvolgimenti filosofici. Nel sedicesimo secolo i Giaponesi usavano la ceramica raku per servire il tè.
Oggi la ceramica raku ha una forma semplice e nonostante che quello americano è più vigoroso, mantiene comunque la sua caratteristica di semplicità, naturalezza e libertà.

La lavorazione

La ceramica raku durante la cottura viene sottoposta a stress e tensioni di riscaldamento e raffreddamento rapidi. Ed per questo deve avere le particolari caratteristiche da poter resistere allo shock termico. Quindi si usa l'argilla ricca di materiale refrattario (allumina e silice) resistibile alle tensioni che si creano durante la riduzione. Il materiale usato è meno plastico, meno lavorabile e ha anche dei limiti alle dimensioni e complessività del oggetto. Può essere lavorato al tornio, colombino e a mano.

La decorazione

Il raku non dà mai risultati certi, buona parte del risultato è dato dal caso anche se, con l’esperienza e la pratica, si può arrivare a un buon grado di consapevolezza di ciò che si otterrà.
Gli smalti utilizzati sono caratterizzati da un basso punto di fusione.
Le parti non smaltate dei manufatti reagiranno alla riduzione assumendo una colorazione grigia o nera a seconda della riduzione subita.

La riduzione

La riduzione è il momento della lavorazione più emozionante, spettacolare e in parte imprevedibile.
Il raku moderno è diverso rispetto a quello inventato in Giappone, infatti i ceramisti Giapponesi, al momento della fusione degli smalti, estraevano il pezzo dal forno e lo lasciavano raffreddare all’aria o immergendolo nell’acqua. Oggi, dopo l’estrazione, si sottopone l'oggetto ad una forte riduzione mettendolo immediatamente in un contenitore con della segatura, foglie secche, carta o altro materiale combustibile. Dopo si richiude tutto e lascia raffreddare.
Si può variare la riduzione aprendo in parte il coperchio oppure bloccarla, immergendo l’oggetto in acqua.
Per ottenere splendidi lustri metallici (come sulla foto del mio vaso) bisogna aggiungere allo smalto circa il 2% di nitrato d’argento e mettere l'oggetto immediatamente in riduzione dopo l’estrazione.
La temperatura di estrazione è intorno ai 1000°C.

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